SUPERGAS FEST: IL ROMBO DEI BICILINDRICI ACCAREZZANO LE COLLINE. Ci sono fine…

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SUPERGAS FEST: IL ROMBO DEI BICILINDRICI ACCAREZZANO LE COLLINE

Ci sono fine settimana che il tempo non riesce a consumare, perché si imprimono nella memoria con la forza delle emozioni e con il profumo della pioggia sull’asfalto caldo. Il primo Evento Primario del Superga Free Chapter è stato tutto questo. Non un semplice raduno né soltanto un viaggio, ma una storia vissuta insieme.


Arrivi e serata al Saloon Al Luppolo

Questo evento comincia in un pomeriggio di venerdì, quando le porte del Saloon Al Luppolo si aprono per accogliere amici provenienti da ogni direzione d’Italia. Moto ancora calde di viaggio, sorrisi larghi, abbracci intrisi della naturalezza di chi sa che basta un gilet, una toppa e la passione per la strada per sentirsi parte della stessa famiglia, anche se si è appena arrivati nel movimento.

Ogni arrivo è un racconto. Ogni parcheggio è una nuova amicizia. Poi arriva la sera, e con lei quella magia che soltanto la semplicità riesce a regalare. Il profumo della grigliata mista si mescola alle risate, ai brindisi, ai racconti dei chilometri appena lasciati alle spalle.

Attorno ai tavoli non ci sono ospiti, ma compagni di viaggio, mentre si attendono quelli che sono ancora per strada. E quando i Violet accendo la notte con il meglio della musica italiana, succede ciò che accade soltanto quando ci si sente davvero a casa.

Le canzoni smettono di appartenere agli artisti e diventano di tutti.


Il percorso e le tappe

Ma è il sabato il cuore dell’evento. Di buon mattino, le Harley dei vari gruppi sono allineate, lucide ed impazienti di raccontare nuove curve e strade di libertà. Il roadbook preparato dal Superga Free Chapter non è soltanto un percorso, ma una dichiarazione d’amore alla propria terra.

Ogni chilometro sembra gridare: “Guardate quanto è bella casa nostra!”. Le montagne ed il sole ci accolgono come antiche custodi del silenzio. La salita verso il Forte di Fenestrelle, immensa sentinella di pietra, ricorda quanto la storia possa ancora dialogare con il presente. Le sue mura sembrano osservare incuriosite noi bizzarri e rumorosi motociclisti arrivati da lontano.

C’è poi chi sale a Sestriere. Lassù, dove il cielo sembra abbassarsi fino a sfiorare i caschi e il vento racconta storie che solo le montagne conoscono. E quando il viaggio ci conduce verso la Sacra di San Michele, sospesa tra roccia e cielo, il silenzio prende il posto delle parole, nonostante la pioggia. Ci sono luoghi che chiedono rispetto prima ancora di essere ammirati.

Infine, c’è chi va a Superga. Non solo una Basilica. Non solo un colle. Ma un simbolo. Un luogo che custodisce la memoria di una città e che oggi dà il nome ad un Free Chapter capace di trasformare quell’eredità in accoglienza, orgoglio e appartenenza.


Cena, premiazioni e ringraziamenti

Poi il sole inizia lentamente a scendere. Ed è allora che arriva uno dei momenti più intensi dell’intero evento. Le strade che abbracciano le colline sono un capolavoro scritto dall’asfalto. Curve morbide che sembrano nascere dal bosco, salite che inseguono il cielo mentre il lungo corteo di Harley è un nastro d’acciaio che si srotola tra il verde.

E lì, quando la sera avvolge definitivamente le colline, il cuore dell’evento inizia a battere ancora più forte. La cena e la premiazione dei Chapter partecipanti è il momento più intenso. Non per le targhe o per i riconoscimenti. Ma per gli occhi. Perché in quegli applausi risuona il rispetto reciproco, la gratitudine di chi ha percorso centinaia di chilometri per esserci, ed infine, c’è l’orgoglio di appartenere a una comunità che continua a mettere le persone davanti a tutto.

Infine, le risate. La simpatica gag dedicata al Direttivo Nazionale FC ha ricordato a tutti che la complicità è uno degli ingredienti più preziosi della grande famiglia Free Chapter Italia. Ridere insieme è forse il modo più sincero per dirsi che ci si vuole bene. Volti illuminati dalla felicità semplice delle cose vere.

Dietro tutto questo c’è il lavoro del Superga Free Chapter. Un lavoro fatto di mesi di preparativi, telefonate, sopralluoghi, preoccupazioni e di dettagli invisibili agli occhi degli ospiti, ma fondamentali perché ogni momento potesse scorrere con naturalezza. E forse il successo di questi tre giorni non si misura nelle presenze, nelle moto parcheggiate o nei chilometri percorsi. Si misura negli abbracci che hanno accompagnato ogni arrivo, ogni partenza e nelle promesse di rivedersi presto.

Le strade del Piemonte ci hanno indicato la direzione. Ma è stato il cuore del Superga Free Chapter a mostrarci la meta

Cesare Pavese, originario della zona, forse scriverebbe così.


Boccadoro La Storyteller (Editor di Antenore)🥰

Grazie per il contributo fotografico a Flavio, Federico e Italo😘