Quando il cielo cambia strada
A volte sono le previsioni del tempo a riscrivere gli itinerari. Si programma una meta per una settimana e poi la domenica mattina si parte per ritrovarsi altrove, guidati da una nuvola più scura del previsto o da un temporale annunciato. È ciò che è accaduto a quattro bikers dell’Antenore che, di fronte a un meteo incerto in alta montagna, decidono di modificare il programma della giornata. Una scelta pratica, nata dalla prudenza, che si trasforma in un viaggio ricco di suggestioni e significati.
Il percorso e le sensazioni
Lasciata Bassano del Grappa alle spalle, la strada inizia lentamente a salire, quasi volesse accompagnare noi viaggiatori verso una dimensione diversa. Le case si diradano, il traffico si spegne poco alla volta e il ritmo della montagna prende il sopravvento. Le moto affrontano le prime curve con quella sensazione di libertà che solo chi viaggia su due ruote conosce davvero. Ogni tornante apre una finestra sul paesaggio, ogni rettilineo regala uno scorcio nuovo da custodire nella memoria.
Le nostre Harley iniziano a disegnare curve tra boschi e prati, lungo strade che sembrano immerse nel cuore dell’estate. L’aria porta con sé il profumo della resina, dell’erba appena scaldata dal sole, dei fiori nascosti ai margini della carreggiata. Quando arriviamo sull’Altopiano, il verde intenso accompagna ogni chilometro, mentre il rumore dei motori si mescola al canto discreto della natura.
La strada basta a sé stessa.
L’aria diventa più fresca man mano che si guadagna quota. Dai prati arriva il profumo intenso del fieno tagliato, le mucche sono al pascolo e dai boschi sale l’aroma della resina e della terra umida. È il profumo dell’estate in montagna, una fragranza antica che sembra riportare indietro nel tempo. Ci sono momenti in cui nessuno sente il bisogno di parlare: in sella, il viaggio non è mai soltanto uno spostamento, è un dialogo continuo con il paesaggio e con i propri pensieri.
Forte Punta Corbin: storia e memoria
La destinazione finale è Forte Punta Corbin. L’idea è di parcheggiare davanti all’ingresso ma il navigatore ci porta su a Cogollo del Cengio e da qui raggiungiamo il Forte a piedi. Arriviamo affamati e prima di visitare la fortezza ci mangiamo dentro un bel panino ed una succulenta fetta di torta fatta in casa. Quando siamo pronti, dopo aver recuperato un po’ di forze dalla lunga ed inaspettata passeggiata nel bosco, iniziamo la visita.
Il Forte domina il paesaggio sulla Val d’Astico con la sua presenza austera e silenziosa. Qui la bellezza della montagna convive con le tracce profonde della storia. Le mura in cemento armato del forte raccontano ancora la Grande Guerra, le paure e i sacrifici di chi visse quei momenti drammatici. Camminando tra le postazioni e le trincee e osservando l’orizzonte, è impossibile non percepire il peso della memoria e di quelle esistenze sospese tra il dovere e la speranza.
Per ogni postazione che vediamo, consideriamo un soldato che pensava alla propria casa, alla famiglia lontana, a una vita interrotta dalla guerra. Per noi quattro motociclisti, quella visita assume un significato particolare: alle memorie personali s’intrecciano quelle collettive, in un incontro tra passato e presente.
Riflessioni sul viaggio
Le emozioni di una semplice uscita estiva si arricchiscono di riflessioni più profonde: sulla pace, sul valore del ricordo e soprattutto sulla fortuna di poter attraversare oggi quei luoghi in libertà. Il meteo aveva cambiato il nostro programma, ma come spesso accade i percorsi inattesi si sono rivelati i più preziosi.
Il meteo aveva cambiato il nostro programma.
Perché ci sono giornate in cui la destinazione conta meno del viaggio, e altre in cui il viaggio conduce esattamente dove si aveva bisogno di arrivare.
Boccadoro La Storyteller (Editor di Antenore)🥰
FORTE CORBIN grazie per la splendida accoglienza!



















































































