ACCIAIO E PROSCIUTTO: ASSALTO GENTILE A MONTAGNANA La domenica mattina, quando la…

•

ACCIAIO E PROSCIUTTO: ASSALTO GENTILE A MONTAGNANA

L’alba sulla pianura

La domenica mattina, quando la pianura è ancora sospesa tra la bruma e il primo sole, la gente ci sente arrivare prima di vederci. Non è un rumore: è un annuncio. Un battito metallico che rompe il silenzio dei fossati, attraversa i filari spogli e fa vibrare le persiane delle case coloniche.

Siamo i discendenti di Antenore, una confraternita di bikers HOG che ha scelto l’alba come orizzonte e la strada come linguaggio.

Partiamo quando i bar hanno da poco alzato le serrande e il profumo dei cornetti si mescola all’odore dell’erba umida. Le moto lucide riflettono il cielo azzurro ed il sole luminoso. Non c’è fretta nei nostri gesti: controlliamo una fibbia, stringiamo un guanto, scambiamo una battuta breve. Poi i motori si accendono insieme, e la pianura si apre come un sipario.

Attraversiamo la campagna con rispetto, in fila ordinata, come un corteo laico che celebra un rito antico: quello del viaggio condiviso. Non inseguiamo la velocità fine a sé stessa, ma cerchiamo la strada. E la strada, in questa parte del nord-est d’Italia, è un racconto fatto di argini, canali, cascine, rotatorie solitarie e campanili che emergono dalla nebbia.


Montagnana e il rito del viaggio

Qualcuno ci osserva dal bordo di un campo, qualcuno scuote la testa, qualcun altro ci sorride. Eppure, in una domenica mattina come questa, il nostro passaggio ha qualcosa di sorprendentemente armonico. Il rombo dei motori non spezza il silenzio: lo ridisegna. È una parentesi sonora in un paesaggio che troppo spesso diamo per scontato.

La meta è Montagnana, con le sue mura medievali intatte, possenti, che si stagliano come una promessa all’orizzonte.

Arrivarci in moto non è solo un tragitto, è una dichiarazione. Le mura rappresentano il confine, la protezione, la storia stratificata nei secoli. Le motociclette, al contrario, evocano movimento, apertura, orizzonti che si spostano. È proprio in questo contrasto che nasce il senso del viaggio.

Quando varchiamo una delle porte della città murata, il rombo si attenua. I caschi si sollevano, gli sguardi si incrociano, qualcuno indica una torre, qualcun altro scatta una foto. La pietra antica e il metallo cromato si trovano fianco a fianco, senza conflitto. È un incontro tra epoche e tra stili di vita.

La salita al Mastio di Ezzelino sono 100 gradini fatti in scioltezza, da cui poi riusciamo ad ammirare il panorama e le mura dall’alto. A Montagnana non si arriva soltanto per le mura intatte o per il fascino delle torri che vegliano sulla pianura. Si arriva anche per un profumo. Sottile, persistente, antico.

È quello del celebre prosciutto dolce, che qui non è semplicemente un prodotto, ma una forma di memoria. Esso è dolce senza essere arrendevole, sapido senza eccessi. E così, dentro le mura medievali, tra un brindisi e una risata, il pranzo trova il suo compimento.


Tra i Colli Euganei e la vera ricchezza

Ma il viaggio non finisce ancora. Tra Este e Arquà Petrarca ruggiscono i motori come versi ribelli nel vento dei Colli Euganei: siamo un branco di bikers che attraversa la sera, con l’asfalto che brilla sotto sogni di amicizia e libertà, due cose che i soldi non possono comprare. Ed è questa la vera ricchezza.

Perché anche la libertà, a volte, ha il gusto semplice e nobile di una fetta di prosciutto tagliata sottile, nella luce dorata di una domenica che sembra non voler finire.

Boccadoro La Storyteller (Editor di Antenore).😘

Si ringraziano, per il contributo fotografico, Flavio e Simone. E per l’esordio partecipativo di Antenorino, la nostra mascotte fatta a mano da una cara amica, ed il piccolo Baby Biker Alessandro, detto “baffetto”, che a neanche 3 anni sa distinguere una Harley da una BMW.