TRA CASTELLI E LEGGENDE: L’ANTENORE TRA ABISSI, FORTEZZE E PIOGGIA. Ci sono…

•

TRA CASTELLI E LEGGENDE: L’ANTENORE TRA ABISSI, FORTEZZE E PIOGGIA.

Ci sono strade che si percorrono e strade che si vivono. E noi dell’Antenore lo sappiamo bene. L’uscita di domenica ci ha portati fino a Castel Thun ed è stata una di quelle giornate destinate a rimanere impresse nella memoria, fatta di paesaggi grandiosi, motori che cantano tra le montagne, storia antica e perfino qualche goccia di pioggia a suggellare il ritorno.

Ci sono strade che si percorrono e strade che si vivono.

La partenza e le strade delle Prealpi

La partenza ci conduce subito verso una delle strade più affascinanti delle Prealpi vicentine: la SP 64 che da Arsiero ci porta a Tonezza del Cimone. Una strada che non concede distrazioni. Le curve si susseguono una dopo l’altra, disegnando il versante della montagna con una precisione quasi artistica. A sinistra si alternano pareti di roccia, mentre a destra improvvisi affacci sul vuoto.

I precipizi ricordano la forza della natura, mentre le gallerie scavate nella montagna sembrano invitarci ad entrare nel cuore stesso della terra. Salendo di quota, l’aria si fa più fresca e il panorama si apre in tutta la sua magnificenza. Raggiunta Tonezza, la cavalcata prosegue lungo la SP 142, una strada dal carattere diverso ma altrettanto affascinante.

Qui le curve si addolciscono e accompagnano il viaggio tra prati punteggiati di fiori, pascoli verdi e boschi silenziosi. Il passaggio accanto a Forte Cherle richiama alla mente le vicende della Grande Guerra, ma questo lo lasciamo per la prossima volta, mentre la strada continua a salire dolcemente verso Passo Sommo e Folgaria. È un tratto che invita alla contemplazione, dove il rombo delle moto si fonde armoniosamente con la quiete dell’altopiano.


La SS350 e l’arrivo a Castel Thun

Poi arriva la SS350, una delle grandi protagoniste della giornata. Attraversarla significa avere la sensazione di entrare nelle viscere delle montagne trentine. Curve, pareti rocciose e vallate profonde accompagnano il viaggio fino a uno dei punti più suggestivi dell’itinerario: il passaggio sotto l’imponente Castel Beseno, sentinella di pietra che domina la valle da secoli.

Da lì la strada continua a scorrere veloce e spettacolare fino a Vigo di Ton, dove appare finalmente la meta della giornata: Castel Thun. Il castello emerge tra i vigneti della Val di Non come una visione d’altri tempi. Le sue mura possenti e le torri eleganti raccontano secoli di storia e di nobiltà.

Ma prima della visita c’è il piacere della convivialità. Nel giardino del castello, all’ombra generosa degli alberi di noci, il pranzo assume il sapore delle cose semplici. I tavoli si riempiono di sorrisi e battute tra amici. Le moto parcheggiate poco lontano sembrano riposare anch’esse dopo le emozioni della salita, mentre il profumo dell’erba e la vista delle montagne completano un momento di perfetta serenità.


Visita, leggende e ritorno

L’ora dedicata alla visita di Castel Thun scorre veloce. Le sale perfettamente conservate ci trasportano in un’altra epoca. Le stanze arredate con mobili originali, le camere private e gli oggetti di vita quotidiana raccontano il prestigio della famiglia Thun. E come ogni castello che si rispetti, anche Castel Thun conserva il fascino delle sue leggende.

Tra corridoi e saloni aleggia ancora il racconto della misteriosa “sposa assassina”, una figura che la tradizione popolare descrive avvolta da un alone oscuro e inquietante. Quando arriva il momento del ritorno, riprendiamo la strada con la soddisfazione di chi ha vissuto una giornata speciale.

La mitica SS47 della Valsugana ci accoglie per l’ultima parte del viaggio. È una strada che molti motociclisti conoscono e amano, capace di regalare scorci magnifici tra le montagne. Come spesso accade nelle avventure più belle, non manca l’ultimo ingrediente: qualche chilometro di pioggia. Le nuvole si addensano, le visiere si punteggiano di gocce, l’asfalto cambia colore ed il vento fa sembrare le nostre Harley Davidson dei cavalli di ferro imbizzarriti.

La pioggia diventa parte del racconto.

Tre ore di moto all’andata e altrettante emozioni da riportare a casa. Curve, montagne, storia, amicizia e un pizzico di leggenda: sono questi gli ingredienti che rendono speciale ogni uscita dell’Antenore. Perché alla fine il vero viaggio non si misura in chilometri, ma nei ricordi che riesce a lasciare dentro ciascuno di noi.

Boccadoro La Storyteller (Editor di Antenore) 🥰

Grazie a Simone per il contributo fotografico 😘