RUN DEL GLADIATORE_OPEN SEASON
C’è qualcosa di profondamente solenne e, allo stesso tempo, selvaggio in un weekend vissuto così: tre giorni nella Capitale che non sono solo un viaggio, ma un rito. Il rito dell’Open Season che richiamo tutti i Free Chapter d’Italia a riunirsi. E’un rito di strada, di asfalto e pietra antica, di motori che pulsano come cuori e di storia che ti respira addosso a ogni curva.
Roma si attraversa.
Noi dell’Antenore, partiamo presto da Padova il venerdì mattina, consapevoli che Roma non si visita. Roma si attraversa. E noi l’abbiamo attraversata come si percorre un sogno: a occhi aperti e con il rombo nelle vene. L’accoglienza del venerdì pomeriggio è stata di quelle che non si dimenticano. Il free chapter locale DCCLIII a.C., padrone di casa che ha organizzato l’evento, ha orchestrato l’aperitivo come un preludio degno di un’opera epica: strette di mano sincere, abbracci che sanno di fratellanza vera, bicchieri che tintinnano sotto cieli già carichi di promesse e per noi dell’Antenore, sorrisi grandi pronti ad accoglierci, felici di conoscerci.
La parata e il viaggio nella storia
E poi la cena: un favoloso banchetto. Le voci che si intrecciano, le risate che rimbalzano tra tavoli e mura, il senso di appartenenza che cresce come una fiamma condivisa. E’già chiaro: non sarà un weekend qualsiasi. Il sabato ha il sapore dell’alba e della benzina. A piccoli gruppi, ci vengono a prendere alla struttura dove si alloggia per una parata che passa per l’EUR, tra linee razionali e geometrie che sembrano fatte apposta per incorniciare una carovana di anime libere.
I motori si accendono uno dopo l’altro, come tamburi di guerra. Poi si parte. L’asfalto scorre sotto le ruote, ma è la storia che scorre dentro di noi. Il corteo si muove compatto, potente, quasi sacro, fino alle Terme di Caracalla. E lì, tra rovine che sfidano i millenni, si percepisce qualcosa di raro: la fusione tra passato e presente, tra ferro e marmo, tra uomini e mito.
La visita guidata diventa un viaggio nel tempo: Colosseo, Fori Imperiali, Campidoglio, con nomi che non sono più solo capitoli di un libro, ma scenari vivi, respirati, conquistati passo dopo passo. Il pranzo a sacco, semplice e autentico, ha il gusto delle cose vere. Seduti dove la storia è stata scritta, con il sole che scalda le spalle e il casco appoggiato accanto, si capisce che la grandezza non sta nel lusso, ma nella condivisione.
La notte del sabato: Villa Dino e la sfilata
E poi arriva la notte del sabato. La cena di gala presso villa Dino. Eleganza e spirito libero che si incontrano senza scontrarsi mai. Prima, però, c’è il passaggio sull’Appia Antica e lì il tempo si spezza. Le ruote scorrono su pietre che hanno visto imperi nascere e cadere, e per un attimo sembra di non essere più solo bikers, ma parte di qualcosa di eterno, in sella alle nostre moderne e tuonanti bighe di ferro.
La serata si accende tra luci, brindisi e quella tensione sottile che precede qualcosa di unico. E infatti arriva: la sfilata. Seria e goliardica, solenne e irriverente. Le divinità romane tornano a camminare tra noi, ma con un sorriso, con uno sguardo complice. Giove potrebbe offrirti da bere, Marte ridere di gusto, Venere incrociare lo sguardo di chi, per un attimo, dimentica tutto il resto. È teatro, è festa, è identità. È Roma “capoccia”, nella sua essenza più viva.
Chiusura e ringraziamenti
Tre giorni. Solo tre giorni. Eppure bastano per ricordare perché si parte, perché si guida, perché si vive così: con il vento addosso e la poesia dentro. E torniamo tutti alle nostre regioni con un “friccico ner core”.
con il vento addosso e la poesia dentro.
Grazie Dccliii a.C. Free Chapter Roma- Italy : siete stai EPICI! Non ho dubbi che il grande poeta latino Virgilio avrebbe composto un poema epico su di voi se avesse partecipato al Run del Gladiatore.
Boccadoro La Storyteller (Editor di Antenore) 🥰
Grazie a Flavio e Simone per il contributo fotografico 😘


















































































