LA MOTOBENEDIZIONE: QUANDO DIO PARLA IL LINGUAGGIO DEI BIKERS. La domenica dei…

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LA MOTOBENEDIZIONE: QUANDO DIO PARLA IL LINGUAGGIO DEI BIKERS.

La domenica dei biker comincia sempre presto. Quando il mondo dorme ancora e le città sembrano relitti silenziosi, c’è un popolo che accende il cuore girando una chiave nel blocchetto di una Harley. È un battito metallico, vivo, antico. Come se ogni motore custodisse dentro il respiro di chi lo guida.

Domenica mattina il Veneto ci regala un sole meraviglioso. I fari tagliano la strada come lame gentili mentre il gruppo scivola verso sud, chilometro dopo chilometro, con quella fratellanza silenziosa che solo chi viaggia in moto conosce davvero. Nessuno ha bisogno di parlare. Basta guardarsi negli specchietti. Basta il cenno di un casco. Basta il rombo sincronizzato di decine di anime libere che attraversano le campagne verdi e rigogliose.


La clubhouse e la tavola

Poi arriva il Po. E attraversarlo, per chi viaggia verso l’Emilia-Romagna, non è soltanto cambiare regione. È come varcare una frontiera invisibile tra il quotidiano e qualcosa di più grande. Le Harley lo superano una ad una, e per un istante sembra quasi che anche il tempo rallenti per ascoltare quel corteo cromato. Dall’altra parte inizia un’altra musica.

La campagna romagnola si apre sincera e profumata di terra e sole. Filari ordinati, casolari antichi, strade che sembrano nate apposta per essere percorse da una moto americana. E lì, nel cuore della campagna di Forlì, appare la clubhouse del Romagna Free Chapter. Un casolare.

Ma non è solo quello. Perché certi posti hanno un’anima. E quella clubhouse ne ha una grande abbastanza da accogliere uomini e donne arrivati da ovunque per farli sentire immediatamente a casa. Free Chapter diversi, storie diverse, vite diverse, eppure uniti dalla stessa polvere sulla strada e dalla stessa libertà nel petto: il V. Picenum FC, Il Tricolore FC, il Sang Real FC, il New East Coast, il Venexia e noi dell’Antenore.

La tavola, per i biker, è sacra quasi quanto la strada.

L’accoglienza del Romagna FC non ha bisogno di cerimonie. È fatta di abbracci sinceri, pacche sulle spalle, sorrisi larghi e buon cibo. Roba vera. Roba che non si compra e non si insegna. E poi il profumo della cucina arriva già in cortile. Piatti abbondanti, vino versato con generosità.

Qualcuno racconta un viaggio lontano, qualcun altro riceve le tanto desiderate patch, perché qui, in questo mondo, le patch non te le regala nessuno: vanno guadagnate. Sono chilometri, pioggia, fratellanza, notti lunghe e libertà vinta curva dopo curva.


La benedizione di Don Filippo Cappelli

Quando si sente pronunciare un nome che molti aspettano con il sorriso già negli occhi: Don Filippo Cappelli.

E lui arriva senza teatralità, come arrivano gli uomini autentici. Con quel modo di stare in mezzo alla gente che non appartiene ai predicatori distanti, ma ai fratelli. Perché Don Filippo non parla ai biker come se fosse “altro” da noi. Parla come uno che conosce la strada. Uno che capisce il vento addosso, la solitudine di certi chilometri, il bisogno umano di sentirsi parte di qualcosa.

Dopo aver mangiato con noi, gira tra le moto benedicendo caschi, serbatoi e mani consumate dal viaggio. E mentre lo fa, parla con quel linguaggio semplice e potente che arriva dritto all’anima. Nessuna frase costruita. Nessuna omelia lontana dalla vita vera. Solo parole sincere, sporche di umanità e luce. È il ponte perfetto tra terra e cielo.

Ha il linguaggio della gente, il sorriso di chi sa ascoltare davvero, e quella capacità rara di guardarti negli occhi come se in quel momento non esistesse nessun altro. E poi il suo libro, con dediche personalizzate, scritte una ad una, senza fretta. Piccole benedizioni d’inchiostro che ognuno avrebbe portato via come un ricordo prezioso. Perché certe parole, quando nascono dal cuore, diventano compagne di viaggio.


Ritorno e ringraziamenti

Il sole poi lentamente si piega verso sera quando si fa ritorno alle proprie case e regioni. Uno dopo l’altro, con quel rombo finale che sembra quasi una preghiera collettiva. E mentre le Harley lasciano il casolare del Romagna FC per riprendere la strada verso casa, resta nell’aria qualcosa di difficile da raccontare. Non è soltanto felicità. Non è soltanto amicizia.

È forse quella sensazione rara che capita poche volte nella vita: quando uomini liberi, moto, strada, pane condiviso e spiritualità si incontrano nello stesso preciso punto dell’universo, e per un giorno perfetto tutto sembra avere un senso.

Grazie davvero al Romagna Bikers Group FC e a Don Filippo Cappelli!🥰

E grazie agli altri FC presenti per l’adorabile compagnia: VENEXIA 2.0 Local Group; Free Chapter Tricolore Reggio Emilia – Italy; V Picenum Free Chapter; FREE CHAPTER SANG REAL Mantova-Italy; Free Chapter New East Coast 😘

Boccadoro La Storyteller (Editor di Antenore)