IL PRIMO MAGGIO DELLE CURVE E DELLE VERTIGINI. C’è un momento, quando…

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Il primo maggio delle curve e delle vertigini

C’è un momento, quando si sale in moto verso l’Altopiano di Asiago, in cui la pianura resta alle spalle come un pensiero lasciato a metà. Ed è lì che inizia il viaggio, non tanto nei chilometri ma nel ritmo del respiro, nel modo in cui le mani si stringono al manubrio e gli occhi cominciano a leggere la strada.

La strada e il dialogo con l’asfalto

La SP73 della Valbrenta è una di quelle strade che si devono affrontare: curve che si rincorrono e tornanti che sembrano disegnati da chi ha il gusto per le sfide. Non è solo guida: è un dialogo continuo tra il biker e l’asfalto. Nella tensione tra una piega ed un’accelerazione nasce una forma di libertà primitiva.

È un dialogo continuo tra il biker e l’asfalto.


Kaberlaba e la sfida dell’altezza

Dopo la sosta in un’osteria d’altri tempi, dove la oste è una eccentrica biker, si arriva a Kaberlaba, teatro di epiche battaglie durante la Prima Guerra Mondiale. Ma oggi si parla d’altro: a Kaberlaba la prospettiva cambia. La seggiovia, sospesa tra cielo e terra, mette alla prova chi ha un rapporto complicato con l’altezza.

C’è chi guarda fisso davanti, chi si aggrappa e chi ride per esorcizzare. Affrontare la paura non è eliminarla, ma è decidere di salire ugualmente, di restare seduti mentre il vuoto si apre sotto i piedi ed il panorama si allarga.

Affrontare la paura non è eliminarla, ma è decidere di salire ugualmente, di restare seduti mentre il vuoto si apre sotto i piedi ed il panorama si allarga.


Velocità, coraggio e giochi

Poi c’è la velocità diversa del bob su rotaia: non ha il rombo di una Harley Davidson ma ha lo stesso richiamo. Si scende tra curve e rettilinei, con il vento in faccia e il cuore che batte. Frenare o spingere, controllo o abbandono: è un gioco ma anche un piccolo esercizio di coraggio.

Questi intrepidi bikers si divertono come bambini.


Sapori e ritorno

La baita: profumo di legno e cibo locale — formaggi, salumi e piatti che raccontano la montagna meglio di qualsiasi guida. La giornata non può terminare senza il buon gelato al laghetto di Roana, dopo il quale si riparte verso casa.

Un giro così non è solo un itinerario. È un percorso fatto di curve, pause, altezze e discese, di paure affrontate e piaceri semplici condivisi tra amici. È il ricordo che resta addosso, come l’odore della strada dopo una lunga giornata in moto, e che inevitabilmente spinge a ripartire.

Boccadoro La Storyteller (Editor di Antenore)

Grazie a Simone e Federica per il contributo fotografico! 😀