Il cielo, domenica mattina, ha il colore delle cose che stanno per accadere: un rosa tenue, quasi dipinto con un pennello appena intinto nella luce. L’aria porta già con sé il primo respiro dell’autunno, fresca ma nitida nei polmoni. La destinazione è Gorizia. Ad aspettarci ci sono gli amici del Borderlands Free Chapter, padroni di casa capaci di trasformare un semplice ritrovo in un abbraccio, una stretta di mano, un sorriso sincero, e nel piacere immediato di ritrovarsi insieme. E poi gli altri amici dei Free Chapter: il Romagna, l’Urbe Scaligera, l’East Coast, il Langaster, il NorthernLands ed il Venexia, arrivati da strade diverse ma con la stessa voglia di condividere chilometri, storie e quella particolare libertà che soltanto la strada sa regalare.

Gorizia, domenica mattina, non è soltanto una città. E’ una soglia. Qui il confine non è una linea tracciata su una carta. È una presenza discreta che attraversa le strade, i paesi e le memorie. Basta poco per accorgersene: una strada che continua, un cartello dal colore diverso, una lingua che cambia, e improvvisamente sei dall’altra parte. E noi quel confine lo abbiamo attraversato due volte. Due volte, quasi come per convincerci che davvero fosse così semplice. Che in Europa una frontiera possa essere soltanto una parentesi sulla strada e non più una ferita. Dopo la prima foto tutti insieme con i nostri vessilli, le moto cominciano a salire lungo le strade del Collio, e la domenica prende finalmente la sua forma. Curve morbide, poi un po’ più strette. Salite e discese che sembrano disegnate apposta per seguire il profilo delle colline. I filari delle vigne corrono ordinati lungo i pendii, ancora carichi dei colori e dei profumi della vendemmia. La terra ha quell’odore umido e profondo che appartiene alle stagioni quando cambiano passo. Il Collio si lascia attraversare lentamente. Non chiede fretta ma soltanto di guardare. Dietro una curva compare una collina e ancora più in là il paesaggio sloveno, così vicino da sembrare la naturale continuazione di quello italiano. Una terra divisa dalla storia e unita dalla stessa luce. E poi l’Isonzo. Quel fiume azzurro e ostinato che scorre in mezzo a queste terre portandosi dietro un peso enorme di memoria. L’Isonzo non è soltanto acqua: è storia, è confine, è memoria di uomini e di guerre. Attraversarlo oggi, in una mattina d’autunno, con il rombo delle moto che accompagna il corso dell’acqua, ha qualcosa di profondamente emozionante. La storia, per un istante, sembra farsi paesaggio.

Poi ad attenderci c’è una cantina, immersa nel territorio e nei suoi profumi. Qui il viaggio si ferma. Il vino friulano riempie i bicchieri e, insieme al vino, arrivano pane e prosciutto caldi. È uno di quei momenti semplici che finisce per diventare tra i più memorabili. Perché il viaggio non sono soltanto i chilometri percorsi, ma è anche quello che accade tra un chilometro e l’altro: una tavola apparecchiata, un bicchiere alzato, una battuta ed una risata. E poi c’è il pranzo ricco e generoso, profondamente locale. Piatti che raccontano il territorio senza bisogno di spiegazioni. La convivialità non è un dettaglio: è parte stessa del viaggio. Quando si riparte dopo pranzo, la luce è cambiata. Le strade del Collio ci riportano verso Gorizia, tra vigne, curve e quel confine che ormai abbiamo imparato a guardare con occhi diversi. Poi arriva il momento dell’ultima fotografia di rito, in Piazza della Vittoria. Le moto si fermano, gli amici si raccolgono, qualcuno sistema il gilet, qualcuno le bandiere. È la fotografia che congela la giornata su carta e nei ricordi.

Ma c’è un ultimo viaggio da fare. Quello dentro il colore. La visita alla DAG, la celebre galleria d’arte digitale, così tanto voluta da noi dell’Antenore, sembra quasi la naturale conclusione di una giornata trascorsa a inseguire paesaggi. Se fino a quel momento ci sono state le colline, le vigne, il cielo e il fiume a dipingere davanti ai nostri occhi, qui è la luce stessa a diventare materia. Entrare nella DAG è come cadere dentro una tavolozza. I colori si muovono e si espandono. È un tuffo in un mondo dove il confine tra arte, tecnologia e percezione diventa quasi liquido e noi ci siamo dentro. Ma forse la fotografia più bella di questa domenica non è solo quella scattata in piazza, ma quella che rimane dentro. Dopo un giorno trascorso insieme, quel che resta sono le persone: i Borderlands che hanno organizzato la giornata, il comune di Gorizia che l’ha reso possibile con l’assessore allo sport Giulio Daidone e quello alla cultura Fabrizio Oreti, e i Free Chapter che hanno partecipato. Perché alla fine sono le persone a dare un senso ai chilometri, insieme a quella sensazione di aver avuto la fortuna di essere esattamente dove dovevamo essere: in strada, insieme.
Boccadoro La Storyteller (Editor di Antenore) 😘
Si ringrazia di tutto cuore il Free Chapter Borderlands per la splendida giornata! E grazie ai compagni di strada, tavola ed arte: VENEXIA 2.0 Local Group Free Chapter East Coast Romagna Bikers Group FC LANGANSTER FREE CHAPTER FREE CHAPTER URBE SCALIGERA VERONA ITALY since 2013 FREE CHAPTER NORTHERN LANDS 🥰

















































































